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Archeologia e storia del cantiere di costruzione

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Author(s): Mannoni, Tiziano | Boato, Anna

Journal: Arqueología de la Arquitectura
ISSN 1695-2731

Issue: 1;
Start page: 39;
Date: 2002;
Original page

Keywords: Building Archaeology | Archeometric data | Archaeological data | Material Culture | Documentary sources | Archeologia dell’Architettura | Dato archeometrico | Dato archeologico | Cultura Materiale | Fonti documentarie

ABSTRACT
The history of architecture, for more than two centuries, has tried to understand the buildings using written sources, reaching in this way an outstanding specialisation.The very most recent building archaeology is trying to make the built heritage itself speak about its history, even that of the construction site.The archaeological data (stratigraphic sequences, archaeological dating, materials and building techniques), put in dialogue with the archaeometric data (natural watches; characteristics, provenience and preciousness of the materials) and following the rules of the “cultura materiale” - material culture - (empirical way of doing apprehension and transmission), allow us to begin the study of the builders choices, their possibilities and their motivations (archaeological critic). At this point, the research makes a real qualitative and quantitative jump if we read again, with an archaeological eye, all the written data coming from tenders, public permissions, construction site computations and from the ancient estimations and appraisals.La storia dell’architettura per più di duecento anni ha cercato di capire la costruzione attraverso le fonti scritte, raggiungendo in ciò una notevole specializzazione. La assai più recente archeologia dell’architettura sta cercando di far parlare il costruito stesso sulla sua storia, ivi compresa quella del cantiere di costruzione. I dati archeologici (sequenze stratigrafiche, datazioni archeologiche, materiali e tecniche costruttive), fatti dialogare con i dati archeometrici (orologi naturali, provenienze, caratteristiche e rarità dei materiali), secondo le regole della cultura materiale (apprendimento e trasmissione del saper fare empirico), permettono di affrontare la conoscenza delle scelte effettuate dai costruttori, le loro possibilità e le loro motivazioni (critica archeologica). E’ a questo punto che la ricerca fa un vero salto di qualità e di quantità se si rileggono con l’occhio dell’archeologo i dati scritti provenienti dai contratti di costruzione, dai permessi pubblici, dalla contabilità del cantiere e dalle stime e perizie delle opere compiute.
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