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Fetishes and wrecks. The idol of the hermaphrodite in Freud's work and in his time Feticci e relitti. L’idolo della ermafrodita nell’opera e al tempo di Freud

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Author(s): Giuseppe Testa

Journal: PsicoArt : Rivista on line di Arte e Psicologia
ISSN 2038-6184

Volume: 3;
Issue: 3;
Date: 2013;
Original page

Keywords: Narciso | Rank | Musil | omosessualità | bisessualità

ABSTRACT
Freud’s settlement about the question of hermaphroditism is very ambiguous and entirely involved into psychotic meanings. When he received in his research the dubious notion of “narcissism”, he was forced to confront with ancient myths: not only the Narcissus’ one, but also the Orphaeus, Eros and Psyche’s ones. Freud knews these fabulous witnesses on basic terms: as a scholastic memory or a recorded tale of his friend, Otto Rank. Through this fault, maybe, he absorbed “narcissism” within the larger knowledge of “homosexuality”. However, observed from a literary or a philosophical point of view, the same mythical sources lead to a different ending: “narcissism” is not a disguised or an hidden form of the phallic mother’s fetishism, but a neurotic, impulsive effort to live the libido between the two sexes: that’s to say, an hermaphroditic, “bisexual” - not “homosexual” – attitude. It’s just the thing which Robert Musil wrote at Vienna, while Freud lived and worked there, depicting the love story of the brothers, Ulrich and Agathe, in his masterpiece “The Man without Qualities”.  La soluzione data da Freud alla questione dell’ermafroditismo è molto ambigua e, per intero, risolta in termini di psicopatia. Quando egli accolse nelle proprie ricerche l’incerta nozione di “narcisismo”, fu costretto a confrontarsi con i miti antichi: non solo quello di Narciso, ma anche quelli di Orfeo, Eros e Psiche. Freud conosceva queste favolose leggende solo a grandi linee: ne aveva un ricordo scolastico o una memoria desunta dai racconti del suo amico, Otto Rank. Fu forse a causa di questo difetto d’origine che egli finì per assimilare il concetto di “narcisismo” nella più vasta definizione di “omosessualità”. Studiati, tuttavia, da un punto di vista letterario o filosofico, le medesime fonti mitologiche portano a una conclusione diversa: il “narcisismo” non è una forma, contraffatta o nascosta, di feticismo della madre fallica, ma piuttosto una pulsione nevrotica che si sforza di vivere la libido a cavallo dei due sessi: vale a dire, un comportamento – bisessuale, e non omosessuale – da ermafrodita. Negli stessi anni in cui vi visse e vi lavorò Freud, è proprio questo che scrisse a Vienna Robert Musil, narrando la storia d’amore tra i fratelli, Ulrich e Agathe, nell’ “Uomo senza qualità”, il suo capolavoro.  
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