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The Golden Beauty: Brain Response to Classical and Renaissance Sculptures La bellezza aurea. Risposta cerebrale alle sculture classiche e rinascimentali

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Author(s): Cinzia Di Dio | Emiliano Macaluso | Giacomo Rizzolatti

Journal: PsicoArt : Rivista on line di Arte e Psicologia
ISSN 2038-6184

Volume: 1;
Issue: 1;
Date: 2011;
Original page

ABSTRACT
Is there an objective, biological basis for the experience of beauty in art? Or is aesthetic experience entirely subjective? Using fMRI technique, we addressed this question by presenting viewers, naïve to art criticism, with images of masterpieces of Classical and Renaissance sculpture. Employing proportion as the independent variable, we produced two sets of stimuli: one composed of images of original sculptures; the other of a modified version of the same images. The stimuli were presented in three conditions: observation, aesthetic judgment, and proportion judgment. In the observation condition, the viewers were required to observe the images with the same mind-set as if they were in a museum. In the other two conditions they were required to give an aesthetic or proportion judgment on the same images. Two types of analyses were carried out: one which contrasted brain response to the canonical and the modified sculptures, and one which contrasted beautiful vs. ugly sculptures as judged by each volunteer. The most striking result was that the observation of original sculptures, relative to the modified ones, produced activation of the right insula as well as of some lateral and medial cortical areas (lateral occipital gyrus, precuneus and prefrontal areas). The activation of the insula was particularly strong during the observation condition. Most interestingly, when volunteers were required to give an overt aesthetic judgment, the images judged as beautiful selectively activated the right amygdala, relative to those judged as ugly. We conclude that, in observers naïve to art criticism, the sense of beauty is mediated by two non-mutually exclusive processes: one based on a joint activation of sets of cortical neurons, triggered by parameters intrinsic to the stimuli, and the insula (objective beauty); the other based on the activation of the amygdala, driven by one's own emotional experiences (subjective beauty).Esiste una base biologica oggettiva nell’esperienza del bello nell’arte? Oppure, l’esperienza estetica è interamente soggettiva? Usando la tecnica della risonanza magnetica funzionale, abbiamo affrontato questa domanda presentando a degli osservatori naïve allo studio dell’arte immagini di capolavori di sculture Classiche e Rinascimentali. Utilizzando la proporzione come variabile indipendente, abbiamo creato due gruppi di stimoli: uno composto da immagini di sculture originali; l’altro, da una versione modificata delle stesse immagini. Gli stimoli sono stati presentati in tre condizioni: osservazione, giudizio estetico e giudizio di proporzione. Nella condizione di osservazione, i volontari dovevano osservare le immagini con lo stesso stato mentale che avrebbero avuto se fossero stati in un museo. Nelle altre due condizioni, i volontari dovevano dare un giudizio estetico e di proporzione delle stesse immagini. Sono stati eseguiti due tipi di analisi: uno, che ha contrastato le risposte cerebrali alle sculture canoniche e modificate; ed uno, che messo a contrasto le sculture “esteticamente piacevoli” e quelle “esteticamente non piacevoli”, secondo il giudizio espresso in modo esplicito da ciascun volontario. Il risultato più interessante ha evidenziato, durante l’osservazione delle sculture originali, rispetto a quelle modificate, l’attivazione dell’insula destra e di alcune aree corticali laterali e mediali (il giro occipitale laterale, il precuneo e aree prefrontali). L’attivazione dell’insula era particolarmente evidente durante la condizione di osservazione. Inoltre, si è osservato che, quando i volontari dovevano dare un giudizio estetico esplicito, le immagini giudicate esteticamente piacevoli attivavano selettivamente l’amigdala destra rispetto a quelle giudicate esteticamente non piacevoli. Dati i risultati, abbiamo concluso che, negli osservatori naïve, il senso del bello è mediato da due processi non mutualmente esclusivi: uno basato sull’attivazione congiunta di gruppi di neuroni corticali, evocata dai parametri intrinseci degli stimoli e l’insula (bellezza oggettiva); l’altro, basato sull’attivazione dell’amigdala, evocata dalle esperienze emozionali proprie di ciascun individuo (bellezza soggettiva).
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