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«Ita quod arbor viva non remaneat»: devastazioni del territorio e prassi ossidionale nell’Italia dei comuni «Ita quod arbor viva non remaneat»: devastation of the land and siege practice in communal Italy

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Author(s): Fabio Bargigia

Journal: Reti Medievali Rivista
ISSN 1593-2214

Volume: 8;
Issue: 1;
Date: 2007;
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Keywords: Middle Ages | 13th-14th Century | Communal Town | Siege

ABSTRACT
E’ noto come le devastazioni sistematiche del territorio e delle risorse economiche dell’avversario assumessero, durante i conflitti armati tra comuni dell’Italia centro settentrionale, un ruolo di primo piano. A dispetto di simile constatazione, tuttavia, la storiografia disponibile sull’argomento – fatte ovviamente le debite eccezioni – si limita a constatarne la presenza, o a sottolinearne la preponderanza delle occorrenze rispetto a diverse forme della prassi militare quali l’assedio e la battaglia, senza però formulare adeguati schemi interpretativi. Risultano allora talvolta dominanti, in un panorama di studi certo poco affollato, le lontane suggestioni di scritti in lingua inglese, e in particolare dell’Arte occidentale della guerra di Victor Davis Hanson, troppo distanti però, sia nel tempo sia nello spazio, dal medioevo delle città italiane, e dunque paradigmi da considerare con prudenza. Il lavoro proposto ripercorre i temi sopra accennati, proponendo una nuova lettura di quanto sinora noto in materia per l’ambito comunale italiano. A partire dall'analisi delle devastazioni sistematiche si tenta quindi di mettere in luce una profonda ma sfuggente dinamica della prassi bellica operante nell'Italia delle città: considerando le coltivazioni di volta in volta distrutte dalle incursioni, il modo in cui esse venivano condotte, le truppe così impiegate e gli esiti concreti e psicologici di simili operazioni, ci si propone infine di evidenziare la stretta relazione esistente tra tale pratica e le operazioni di assedio propriamente intese.It is well known how the systematic devastation of the territory and the economic resources of the adversary assumed, during the armed conflicts between cities of central northern Italy, a major role. In spite of similar remarks, nonetheless, the historiography available on the subject – obviously with the due exceptions – limits itself to ascertaining the presence, or underlining the predominance of the occurrence in respect to different forms of military policies of siege and battle, without, however, formulating adequate interpretive schemes. Therefore, it sometimes results dominant, in an uncrowded panorama of studies, the far away written suggestions in English, and in particular the Western Art of the war of Victor Davis Hanson, too distant, however, both in time and space, from the medieval Italian cities, and, hence, paradigms to be prudentially considered. The work proposed travels along the above mentioned subjects, proposing a new reading of that which to date is known on the subject within the sphere of Italian cities. Starting from the scrutiny of the systematic devastation it attempts to shed light on profound but elusive dynamics of the wartime policies utilised in Italy by the cities: considering the cultivation that was destroyed time after time by the raids, the way in which they were conducted, the troops employed and the tangible and psychological results of similar operations, lastly, it is proposed to highlight the close relation existent between such policies and the very intense siege operations.

Tango Jona
Tangokurs Rapperswil-Jona

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