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Quasi-Subjects and As-If: Empathy in Aesthetic Experience Quasi-soggetti e come-se: l’empatia nell’esperienza artistica

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Author(s): Andrea Pinotti

Journal: PsicoArt : Rivista on line di Arte e Psicologia
ISSN 2038-6184

Volume: 1;
Issue: 1;
Date: 2011;
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ABSTRACT
Many aesthetic theorists and psychologists of art, in the late 19th-early 20th century, considered the notion of empathy as the key-concept in order to understand the experience of artistic reception: nowadays neuroscience has revived the issue, thanks to the discovery of the mirror-neurons, and the question has been brought back to the core of the aesthetic debate. Gathering in itself the dynamics of identification, fusion, vivification, animation, resonance, such a versatile conceptual tool allows us to comprehend different aspects of our response to the artistic object. This paper aims at offering a map of the most remarkable implications raised by the empathic experience for the response to the main artistic forms of our cultural tradition. A response that is correlated to the artistic object “as if” it were not just a mere thing, but rather a “quasi-subject”: a type of relationship, which necessarily rejects the projective, subjectivistic and psychologistic model of empathy, and adheres to an analogical and expressive paradigm.Da molti estetologi e psicologi dell’arte la nozione di empatia è stata ritenuta, a cavallo fra Otto- e Novecento, la chiave di volta per comprendere l’esperienza della fruizione artistica: oggi le neuroscienze hanno rilanciato la questione, grazie alla scoperta dei neuroni-specchio, e il problema è ritornato al centro del dibattito estetico. Raccogliendo sotto di sé le dinamiche di immedesimazione, identificazione, fusione, vivificazione, animazione, risonanza, questo versatile strumento concettuale permette di render conto di molteplici aspetti della nostra risposta all’oggetto artistico. Questo paper intende offrire una mappa delle più significative implicazioni sollevate dall’esperienza empatica nella risposta alle principali forme d’arte della nostra tradizione culturale. Una risposta che si correla all’oggetto artistico “come se” si trattasse non di una mera cosa, bensì di un “quasi-soggetto”: un tipo di relazione che mette necessariamente fuori gioco il modello proiettivo, soggettivistico e psicologistico dell’empatia, a tutto vantaggio di un paradigma analogico ed espressivo.
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