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The recreated image. The experience of the sacred in contemporary art followed by an interview with James Elkins L’immagine ricreata. L’esperienza del sacro nell’arte contemporanea seguito da Intervista con James Elkins

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Author(s): Marta Gabriele

Journal: PsicoArt : Rivista on line di Arte e Psicologia
ISSN 2038-6184

Volume: 2;
Issue: 2;
Date: 2012;
Original page

Keywords: sacred | contemporary art | religion | James Elkins | viewer.

ABSTRACT
The essay tries to analyze the relationship between the sacred and contemporary art in the light of recent studies of the American professor James Elkins. According to the author of On the Strange Place of Religion in contemporary art, art and religion, in the past, in their mutual dependence revealed the essential and original dimension of man; they revealed the ritual, cultish, individual and collective condition that responds to the primary sacredness of life. This kind of osmosis has been replaced by individual entities that no longer overlap in the secularized era. In an epoch dominated by rationality of technology, for most contemporary art the religious theme seems to be inherent and intertwined with the creative work. To avoid the risk of making art as "propaganda" for religion, according to Elkins, the figure of the artist, meditative and uncertain both on art and religion, must appear: ambiguity, irony and self-criticism must penetrate the work of art in order to demonstrate its belonging to the statute of membership of the fine arts. Religion, like mythical thought, symbolic thought and reason are part of man, they are innate in religious and a-religious man; similarly psychology, like religion in the past, has dealt with “healing” the soul, discovering the hidden sphere of individuality. The destruction or rather the separation of these languages ??has led to a weakening of the ego, a move away from the center, a disorientation expressed visually by the artist. The loss of orientation results in a lightness of existence, made ??up of multiple directions, and infinite Weltanschauungen, in which meet languages??, cultures, religions, ideals and values ??that generate empowering different and plural paths. The exclusivity and intimacy of the relationship between the viewer and the work that generates astonishment, wonder, fascination (or the contrary), allowing you to put yourself in a position of sensing the spirituality, the sacredness of the religious feeling, of perceiving spirituality as a sensation without necessarily needing to recognize it within the style, forms or symbols of the tradition. The sacred refers to an idea of the extraordinary, it evokes awe, veneration, something inviolable because it is absolutely confidential; sacred space means a limited space separated from the ordinary one, and the time is a time outside the normal order, suspended.Il saggio tenta di analizzare il rapporto tra il sacro e l’arte contemporanea alla luce dei recenti studi del professore americano James Elkins. Secondo l’autore del testo On the strange place of religion in contemporary art, l’arte e la religione, in passato, nella reciproca dipendenza inveravano la dimensione costitutiva e originaria dell’uomo; rivelavano la condizione rituale, cultuale, individuale e collettiva che risponde alla primordiale sacralità della vita. L’osmosi ha lasciato il posto alle singole entità non più sovrapponibili nell’era secolarizzata. In un’epoca dominata dalla razionalità della tecnica, per la maggior parte della produzione artistica contemporanea il tema religioso sembra debba essere intrecciato e connaturato al lavoro creativo. Per evitare il rischio di far risultare l’arte come “propaganda” per la religione, deve  apparire, secondo Elkins, la figura dell’artista meditativo e incerto, sia sull’arte che sulla religione: ambiguità, autocritica e ironia devono insinuarsi nell’opera per decretarne l’appartenenza allo statuto delle belle arti. La religione, come il pensiero mitico, il pensiero simbolico e la ragione, fanno parte dell’uomo, sono insite nell’uomo religioso e a-religioso, ugualmente la psicologia, come la religione in passato, si è occupata di “guarire” l’anima, di scoprire la sfera più segreta dell’individualità. La distruzione o meglio la separazione di questi linguaggi ha comportato un indebolimento dell’Io, un allontanamento dal centro, un disorientamento espresso visivamente dall’artista. La perdita di orientamento si traduce in una leggerezza dell’esistenza, fatta di molteplici direzioni, di infinite Weltanschauungen, in cui si incrociano linguaggi, culture, religioni, ideali, valori che generano vie emancipative diversificate, plurime. L’esclusività e l’intimità del rapporto fra chi guarda e l’opera, che genera stupore, meraviglia, fascinazione (o il contrario), consente di porsi nella condizione di percepire la spiritualità, la sacralità, il sentimento religioso, di avvertirla come sensazione senza doverla necessariamente riconoscere nello stile, nelle forme o nei simboli della tradizione. Il sacro rimanda ad una idea di straordinarietà, evoca timore, venerazione, qualcosa di intoccabile perché assolutamente riservato; lo spazio sacro indica uno spazio limitato, separato da quello ordinario, e il tempo è un tempo fuori dell’ordine normale, sospeso.
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