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Scelte di mobilità, diffusione insediativa e costi ambientali Mobility choices, urban sprawl and environmental costs

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Author(s): Adriana Galderisi

Journal: TeMA : Journal of Land Use, Mobility and Environment
ISSN 1970-9889

Volume: 2;
Issue: 4;
Date: 2010;
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Keywords: mobility | planning

ABSTRACT
 La relazione tra scelte di mobilità e modelli di crescita urbana è stata largamente esplorata in ambito scientifico fin dagli anni Novanta. Studi e ricerche hanno chiaramente evidenziato che la priorità assegnata nel corso del Novecento alla mobilità privata su gomma e l’elevata libertà di spostamento garantita dall’automobile hanno rappresentato fattori determinanti per la rapida diffusione di modelli insediativi a bassa densità che, a loro volta, hanno costituito un fattore amplificativo della domanda di spostamento, favorendo la realizzazione di nuove reti viarie. Tali modelli insediativi, generalmente individuati con l’espressione anglosassone “urban sprawl”, si sviluppano prevalentemente nelle aree agricole limitrofe alle grandi aree urbane e lungo le infrastrutture di trasporto. Si tratta di insediamenti a carattere discontinuo, irregolare, che lasciano ampie enclaves agricole al proprio interno e caratterizzati, oltre che da una bassa densità residenziale, da una rigida separazione tra residenze, attività commerciali, luoghi di lavoro e dall’assenza di centri di aggregazione. I fenomeni di sprawl, sviluppatisi fin dalla prima metà del secolo scorso in America, sono stati largamente alimentati dalla rapida diffusione del trasporto individuale su gomma. Alla preferenza accordata dagli Americani all’insediamento residenziale a bassa densità e caratterizzato da ampi spazi verdi faceva riscontro, almeno fino a cinquant’anni fa, la compattezza delle città storiche europee formatesi prima dell’avvento dell’automobile. Negli ultimi cinquant’anni tali fenomeni si sono largamente diffusi sia in Europa che in Italia, dove le connessioni territoriali sono state in larga misura affidate alla rete viaria e dove solo di recente rispetto ad altri paesi europei si è puntato sul trasporto su ferro come strumento chiave per ridurre i fenomeni di inquinamento e di congestione indissolubilmente connessi alla motorizzazione di massa. Con gli anni Novanta, e soprattutto con la diffusione del paradigma della sostenibilità, emerge con chiarezza non solo la scarsa sostenibilità di una mobilità esclusivamente affidata all’auto privata ma, anche, le numerose esternalità negative, soprattutto in termini di costi ambientali, della relazione tra scelte in materia di mobilità e diffusione degli insediamenti sul territorio. A partire dunque da studi e ricerche che hanno affrontato tali tematiche soprattutto in riferimento al contesto europeo, questo contributo propone un focus sulla diffusione dei fenomeni di sprawl urbano, in larga misura conseguenti alle scelte effettuate in materia di mobilità, in Europa; ne esamina i principali costi, soprattutto di tipo ambientale ed evidenzia, infine, i principali indirizzi che la ricerca europea, con l’obiettivo di contrastare i fenomeni di diffusione insediativa e i conseguenti costi ambientali, ha messo a punto per ri-orientare le scelte in materia di mobilità e di uso del suolo.The relationship between mobility and patterns of urban development has been in depth analyzed by many scholars since the Nineties. They clearly highlighted that the priority assigned during the last century to the private cars and the potential for a high freedom in all kind of trips guaranteed by cars represented the key factors for the fast spreading of low density residential settlements which, in turn, drove towards an increase in the mobility demand and, consequently to the building up of new road infrastructures. Such patterns of settlements, generally defined through the expression “urban sprawl”, often affect rural areas surrounding big cities, developing themselves along main transport axes and/or along coastlines. Generally, these types of settlements are scattered and irregular, including large agricultural “enclaves”. They are also characterized, apart from the low densities, by the strict separation among residential, commercial and productive areas and by the lack of meeting places. Urban sprawl has been developing in the United States since the beginning of the last century, triggered and largely fed by the mass spreading of private cars. Up to the Fifties, the compactness of historical cities in Europe counterbalanced the spreading of the low densities residential settlements in the United States. Nevertheless, starting from the Fifties, urban sprawl has been rapidly spreading in Europe and in Italy too. In detail, in Italy, territorial development was largely relied upon road networks and only recently, in comparison with other European countries, more efforts have been directed towards the implementation of effective rail networks in urban areas too, meant as a key tool to avoid pollution and congestion phenomena, generally consequent to the mass motorization. In the Nineties, mainly due to the spreading of the sustainability paradigm, the awareness of the un-sustainability of a mobility largely relied upon private cars and of the numerous and generally undesirable effects due to the relation between mobility choices and sprawling of the cities largely increases. Thus, according to the current relevance of the phenomena of sprawling, this paper will focus on urban sprawl in Europe. In detail, based on current scientific literature and on the main findings of European Research Projects, the relation between patterns of residential settlements and mobility choices and the main consequences, in terms of environmental and social costs due to urban sprawl will be analysed. Finally, main issues and guidelines arising from European research projects and mainly addressed to change current mobility and land use patterns, opposing to urban sprawl and to its consequences, will be highlighted.
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