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La scrittura è terapeutica? Il metodo autobiografico e la composizione del sé

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Author(s): Nicola Ghezzani

Journal: m@gm@
ISSN 1721-9809

Volume: 08;
Issue: 01;
Date: 2010;
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Keywords: imaginaire symbolique | imaginaire social | écritures de soi | poétique de soi | littératures personnelles | autobiographie | roman autobiographique | autofiction | souffrances sociales

ABSTRACT
Far da sé il proprio ritratto biografico significa, in rapporto a queste alienazioni, sfidare i demoni della compiacenza e della connivenza con l’altro, quindi porre il rifiuto, l’opposizione e quindi il vuoto, il nulla, l’assenza come base sulla quale veder apparire le proprie scene e le proprie passioni. Solo se non devo rispondere di me stesso a nessun altro che a me stesso, io sono nella condizione di cogliermi nella mia delusione fondamentale, nell’opposizione frontale che ho verso il mondo o verso i valori recepiti, nella mia protesta di riscatto dalla soggezione, nelle mie istanze di vendetta, di cui avverto insieme la violenza apocalittica e la colpa morale, quindi posso valutare quanto sono trascinato da passioni, reso nemico agli altri e a me stesso, e quanto posso riequilibrare il mio essere sulla base di una valutazione intima, sentita, ponderata di ogni lato contrapposto della mia identità.

Tango Rapperswil
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