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Viaggiatori per “diporto” nella Napoli di antico regime Leisure Travellers in “Old Regime” Naples

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Author(s): Paola Avallone

Journal: TeMA : Journal of Land Use, Mobility and Environment
ISSN 1970-9889

Volume: 3;
Issue: 3;
Date: 2010;
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Keywords: storia | turismo | economia

ABSTRACT
Per il periodo preunitario siamo ancora lontani dall’idea di turismo nell’accezione attuale e ancor di più non si può parlare di turismo di massa. Operatori turistici come Thomas Cook arriveranno in Italia solo nella seconda metà dell’800 quando ormai è in declino il Grand Tour. Diffusosi a partire dal XVII, il Grand Tour era inteso come quel lungo viaggio nell'Europa continentale effettuato dai ricchi giovani dell'aristocrazia britannica e destinato a perfezionare la loro educazione con partenza ed arrivo in una medesima città. Questo viaggio poteva durare dai pochi mesi fino a 8 anni. Le destinazioni principali erano la Francia, l'Olanda, la Germania, ma aveva come obiettivo privilegiato l'Italia e Roma, e di norma includeva le tappe di Venezia, Firenze, Bologna, Pisa e Napoli. Durante il Tour, i giovani imparavano a conoscere la politica, la cultura, l'arte e le antichità dei paesi europei. Passavano il loro tempo facendo giri turistici, studiando e facendo acquisti. L'Italia con la sua eredità della Roma antica, con i suoi monumenti, divenne uno dei posti più popolari da visitare. Oltre alla conoscenza del mondo antico gli Inglesi vennero così a contatto con le opere di Palladio e con il Neoclassicismo. Napoli, soprattutto quando divenne Capitale con l’arrivo della dinastia borbonica sul trono, era tra le mete finali dei grandtouristi. Oltre alle bellezze naturali e al tepore del clima mite durante tutto l’anno, l’élite culturale europea era interessata alla storia e all’arte del sud della penisola. L’Italia meridionale raccoglieva l’eredità della Magna Grecia e le suggestioni dell’Impero Romano, che si potevano ammirare sia a est che a ovest della città. Ma c’erano anche il Vesuvio, la Solfatara, i Campi Flegrei, luoghi legati ad eventi impressionanti e scientificamente ancora non provati, e che sollecitavano la curiosità di naturalisti, studiosi di flora e fauna ma anche di pittori e artisti in generale. Ma quali erano le vie ed i mezzi di trasporto per arrivare nel Regno? Dove potevano rifocillarsi i viaggiatori? Quali erano i documenti che dovevano presentare alla frontiera? E ancora: chi erano, dove alloggiavano? Il lettore potrà trovare le risposte nell’articolo, frutto dell’elaborazione di una ricerca condotta su documentazione dell’epoca.For the pre-unification period, we are still far from the current idea of tourism and, even more, we cannot speak of mass tourism. Tour operators like Thomas Cook arrived in Italy only in the second half of the nineteenth century when the ‘Grand Tour’ was declining. The ‘Grand Tour’, starting from the 17th century, was considered as a long journey across continental Europe made by the wealthy young aristocrats of Britain who intended to complete their education by visiting major cities and sites, with start and finish in the same city. This trip could last from a few months to 8 years. The main destinations were France, Holland, Germany, but it had as a special stage Italy and Rome, and normally included stops in Venice, Florence, Bologna, Pisa and Naples. During the Tour, young people learned about the politics, culture, art and antiquities of European countries. They spent their time sightseeing, studying and making purchases. Italy, with its legacy of ancient Rome, and with its monuments, became one of the most popular places to visit. In addition to knowledge of the ancient world, the British were in contact with the works of Palladio and Neoclassicism. Naples, particularly when it became the capital of Southern Italy with the ascendance of the Bourbon dynasty to the throne, was among the final stages of the ‘Grand Tour’. Besides the natural beauty and the warmth of the mild climate throughout the year, the European cultural elite was interested in the history and art of the southern peninsula. Southern Italy continued the legacy of the Magna Graecia and the influences of the Roman Empire, which could be seen both east and west of the city. But there were also the Vesuvius, the Solfatara, the Campi Flegrei, places related to impressive events and scientifically not understood, which aroused the curiosity of naturalists, scholars of flora and fauna, but also painters and artists. But what were the ways and means of transport to arrive in the Kingdom? Where could travellers refresh? What were the documents that were needed at the border? And again who were they, and where did they stay? The reader may find the answers in the article, which is the outcome of a research of the documents of the time.
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